Sterilizzazione

PROTOCOLLO DI STERILIZZAZIONE IN USO PRESSO LO STUDIO ODONTOIATRICO

Dott. Raffaele Fussi


Tutti gli strumenti utilizzati per eseguire visite e trattamenti vengono prima detersi in apposite vasche di decontaminazione e poi sterilizzati attraverso autoclavi di classe B, la migliore e più accreditata procedura secondo la recente Norma UNI/TR 11408 "Guida alla progettazione ,allo sviluppo e al controllo del processo di ricondizionamento dei dispositivi medici riutilizzabili, sterilizzabili mediante vapore".
Il Responsabile della Sterilizzazione ha l'obbligo e la responsabilità nei confronti dei collaboratori e dei pazienti, di fare prevenzione nell'ambito del rischio biologico, ponendo particolare attenzione alle fasi di decontaminazione e pulizia prima dell'attività di sterilizzazione di tutti gli strumenti.
Le linee Guida stabiliscono i passaggi fondamentali per la preparazione alla Sterilizzazione :


1) DECONTAMINAZIONE
2) PULIZIA
3) CONFEZIONAMENTO
4) STERILIZZAZIONE


Il procedimento di DECONTAMINAZIONE è basato sull'utilizzo di agenti chimici o chimico-fisici, per inattivare i microrganismi patogeni presenti sulla superficie dello strumentario usato.
Per questa operazione è opportuno l'uso di una soluzione disinfettante ad ampio spettro, la cui azione non deve essere inibita dalla presenza di sangue e sostanze organiche,come acido peracetico, liquidi enzimatici, sali quaternari.

Il dispositivi più comuni sono la vasca di decontaminazione (chimico) e la vasca ultrasuoni
(chimico-fisico).
Il procedimento di PULIZIA consiste nel fatto di rimuovere residui, anche minimi, presenti sullo strumentario come gessi-cementi, in modo da scongiurare qualsiasi rischio di infezione incrociata.
Per ottenere il massimo effetto pulente occorre prestare alcune attenzioni quali:
- adeguatezza dei liquidi, loro concentrazione e data di scadenza (una volta attivati) evitare il sovraccarico degli strumenti nei cestelli per permettere al liquido di coprirli interamente in modo di favorirne il contatto di tutte le superfici (es. strumenti con fulcro devono essere aperti per migliorarne la pulizia).

Al termine del lavaggio in vasca ultrasuoni, occorrerà procedere ad un abbondante risciacquo ed ad una accurata asciugatura tramite panni di carta.

In questa fase si deve prestare particolare attenzione nel maneggiare strumenti taglienti e accuminati proteggendo si le mani con guanti antitaglio.

Il procedimento di CONFEZIONAMENTO serve a conservare sterili gli strumenti con adeguati materiali.

A tale scopo viene usata una sigillatrice a caldo.
Le buste utilizzate sono dotate di indicatori di viraggio e garantiscono una impermiabilità agli agenti esterni per una durata di 30 giorni. Per mantenere la sterilità degli strumenti più a lungo occorre eseguire doppia imbustatura (durata 60 gg).

Il processo di STERILIZZAZIONE a vapore saturo è il mezzo maggiormente utilizzato secondo la vigente norma UNI EN 13060 de12005 per carichi di tipo B come manipoli, turbine e altri corpi cavi.

Dipende dall'azione combinata di tre fattori:
- temperatura
- tempo di esposizione
- presenza del vapore saturo
Ad ogni ciclo di sterilizzazione viene inserito assieme agli strumenti un "indicatore di processo" tipo "Vapor line" per verificare il corretto raggiungimento dei parametri del ciclo usato (1340 per 5 minuti e/o 1210 per 20 minuti) abbinati alla stampa che produce la macchina.
Alla fine di ogni ciclo (a buon fine) viene posto su ogni busta dei ferri l'etichetta riportante data e nr. del lotto di strumenti per favorire il processo di rintracciabilità.
Il procedimento di rintracciabilità permette di monitorare il lotto di ferri usato su ogni paziente.
Le buste vengono poste sui vassoi delle autoclavi secondo uno schema a lisca di pesce, con il lato di
carta rivolto verso l'alto ed evitando la sovrapposizione di più strati.

In riferimento alla norma UNI EN ISO 11140-1 (controllo di avvenuta sterilizzazione) si usa i seguenti test:
test di vuoto (Vacum test) viene effettuato settimanalmente dopo ogni inattività della macchina
test di penetrazione del vapore (test Bowie & Dick) che consente di verificare l'uniformità del vapore all'interno della camera e la penetrazione dello stesso nei corpi porosi. Viene effettuato ogni 30 giorni test di penetrazione del vapore (Helix Test) che consente di verificare la penetrazione del vapore saturo nei corpi cavi. Viene affettuato ogni 30 giorni test biologico (test della spora) che viene fatto ogni 90 giorni e serve a valutare la capacità dell'autoclave a distruggere tutti i microrganismi incluse le spore. Permette il controllo biologico del ciclo di sterilizzazione. Vengono utilizzate spore di tipo Bacillus Stearotermophilus, perchè non patogene e particolarmente resistenti al calore. La fiala processata (ciclo 134°) viene posta nell'apposito incubatore dove viene lasciata per 48 ore e non deve virare (da viola a viola), la fiala di riscontro (non processata), invece, viene posta nell'apposito incubatore sempre per 48 ore e deve virare (da viola a giallo) ciò per garantire la vita dei batteri stessi.

I vari test, le etichette di convalida e l'eventuale rapporto di stampa si prestano ad una corretta archiviazione.
Per la registrazione possono essere utilizzati degli appositi archivi dei test di controllo della sterilizzazione.
Nelle direttive relative ai requisiti minimi organizzativi viene richiesta l'archiviazione dei documenti per un periodo di tempo fino a 5 anni, associando ai suddetti controlli la documentazione delle manutenzione periodiche e straordinarie dell'autoclave eseguite dai tecnici qualificati.

Il Responsabile della Sterilizzazione dello studio ha il costante monitoraggio dell'autoclave e si mette al riparo da attribuzioni di responsabilità per presunte inadempienze ai requisiti di igiene e sicurezza.
Questo protocollo di sterilizzazione è una sintesi delle numerose normative vigenti nel nostro paese e non si sostituisce ad esse.